Sankt Pauli: una squadra, un’associazione sportiva, un club, un’idea, un quartiere. Ma anche un’immagine: quella della bandiera pirata, lo stemma “alternativo” della società, che ha fatto il giro del mondo e che rappresenta l’identità di quella che è considerata la squadra ribelle più famosa del mondo. Addentrarsi in un universo così complicato, ma spesso stereotipato e semplificato, è difficile: per farlo c’è bisogno di una guida. Nel nostro caso sarà Massimo Finizio, oggi socio e collaboratore del club, in passato presidente dell’assemblea dei soci e primo dirigente italiano di un club di Bundesliga, che ci guida nel viaggio sulla nave pirata che ha cambiato il calcio tedesco. E che oggi è un modello seguito anche dai grandi club.
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I wikipediani romanisti: “Così custodiamo la storia della Roma in rete”
Quando Andrea e Paolo si incontrano sotto alla redazione de Il Romanista, si abbracciano come fratelli che non si vedono da una vita. Si conoscono da dieci anni, vivono entrambi a Roma, per alcuni periodi si sono sentiti anche tutte le settimane, ma non si sono mai visti prima. Può succedere, in quel mondo apparentemente a sé stante che è la comunità di utenti di Wikipedia: probabilmente la più importante e consultata opera collettiva del ventunesimo secolo, un’enciclopedia costantemente aggiornata che solo in italiano conta un milione e mezzo di voci. Tanto per rendere meglio l’atmosfera dell’incontro, tramite una videochiamata WhatsApp partecipa anche Luca, un ragazzo toscano. È lui lo spunto per iniziare, o perlomeno per provare ad addentrarsi in un mondo quasi sconosciuto nonostante sia tra i dieci siti più visitati al mondo: “l’enciclopedia libera”, dove chiunque può contribuire a creare e migliorare le voci su tutto lo scibile umano.
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Montagliani, vicepresidente FIFA: “Var necessario nei tornei internazionali. La Roma? Un grande progetto”
Attuale vicepresidente della Fifa, presidente della Concacaf, in passato presidente della Federazione di calcio canadese. È questo il profilo di Victor Montagliani, numero uno del calcio in Nord America, Centro America e Caraibi, che insieme a Infantino sta guidando la delicata transizione della Fifa dopo il terremoto che ha portato alle dimissioni di Blatter e a decine di mandati di cattura internazionale e di richieste di estradizione per i dirigenti corrotti. Proprio la sua confederazione è risultata essere quella più disastrata, con i suoi due predecessori entrambi arrestati per corruzione. «È un cambiamento che dovremo condurre per anni», spiega il dirigente di origini abruzzesi, «e non ci sarà mai un momento in cui potremo dire: abbiamo finito».
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Dopo 18 anni un premier romanista: Giuseppe Conte come Andreotti e D’Alema
«Ho ritenuto giusto, per un atto di sensibilità politica, e non certo per dovere istituzionale…», disse Massimo D’Alema ai giornalisti uscendo dal Quirinale nell’aprile del 2000, dopo aver rassegnato le dimissioni da primo ministro al presidente Carlo Azeglio Ciampi.
La sinistra aveva perso alle regionali: dicono fosse questo il motivo per cui aveva ritenuto giusto, ma i sospetti che non volesse assistere da premier al tricolore sulla maglia più sbagliata della storia sono tuttora fondati.
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La Roma pubblica i concept amatoriali delle maglie, i designer: “Avete aperto una breccia”
«La Roma ha aperto una breccia». Non usa mezze misure Alberto Mariani, grafico e più particolarmente kit designer, nel commentare l’iniziativa lanciata dall’account Twitter in lingua inglese della Roma di condividere una serie di prototipi amatoriali di maglie giallorosse e di sottoporli al giudizio del pubblico.
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Roma-Juventus significa Campo Testaccio: così nacque il nostro primo inno
Cosa c’entrano Pirandello, un tango, un Roma-Juventus, il primo film italiano col sonoro e un altro film con i giocatori della Roma sul set? Se fossimo in uno di quei giochi televisivi in cui bisogna indovinare la parola che collega tutte le precedenti, la risposta sarebbe semplice, per un tifoso della Roma: “La canzona de Testaccio”.
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Roma-Liverpool, la partita del cuore di Roma. 34 anni in una notte
Alla fine termina tra gli applausi la giornata della paura: quella di perdere, in campo e fuori. La squadra esce dal campo acclamata e ringraziata dopo una notte che ha fatto capire a tutti che la Roma può e deve essere grande. Escono a testa alta anche i suoi tifosi, che in una settimana in cui la cronaca ha superato il calcio si sono prepotentemente ripresi il loro ruolo: quello di tifosi, appunto.
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Né rossi né blu, ma viola: il City of Liverpool FC, la squadra fondata dai tifosi
Né rossi né blu, ma viola. Non per provare a sintetizzare in una nuova squadra il derby cittadino tra Liverpool ed Everton, ma perché il viola è il colore ufficiale del comune di Liverpool. Quando il City of Liverpool FC è stato fondato, nel 2015, nessuno sapeva dove sarebbe arrivato. Ma era già la terza squadra di Liverpool, visto che, da quando all’inizio degli Anni 90 è scomparso lo storico South Liverpool, la città non è più stata rappresentata in Non-League, cioè nell’universo del calcio dilettantistico e semi-professionistico inglese.
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In viaggio verso Anfield. Dzeko indica il settore ospiti: “I nostri saranno là”
Una diaspora momentanea, per riunirsi tutti oggi nella Anfield Road Stand. I 2.500 tifosi romanisti che riempiranno il settore ospiti della casa del Liverpool si sono sparsi in tutta Europa per aggirare i prezzi altissimi dei voli diretti tra Roma e l’aeroporto di Liverpool. Chi ha passato la notte a Milano, chi ha fatto scalo in Spagna, chi in Germania. Chi è atterrato a Manchester e ha preso il treno per Liverpool, destando la preoccupazione delle autorità inglesi con fumogeni e cori. Chi è andato a Parigi o Amsterdam e da lì ha preso il pullman. Chi invece ha guidato, e guiderà per tutta la mattina di oggi, per raggiungere Calais e farsi portare dall’altra parte della Manica.
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